SPERIMENTAZIONI SUGLI EMBRIONI, IL PAPA: “UN POTERE ARBITRIARIO E SENZA LIMITI”

“Questa ricorrenza è un segno eloquente della sollecitudine della Chiesa per il matrimonio e la famiglia, che costituiscono uno dei beni più preziosi dell’umanità”: lo ha detto questa mattina il Papa ricevendo in udienza i docenti e gli studenti del Pontificio Istituto “Giovanni Paolo II” per studi su matrimonio e famiglia dell’Università Lateranense, in occasione del ventennale di fondazione. Ricordando che quest’anno ricorre anche il ventesimo anniversario di pubblicazione dell’Esortazione apostolica Familiaris consortio, il Pontefice ha ribadito il valore del sacramento del matrimonio e ha richiamato l’attenzione dei presenti sulla necessità del “rispetto dell’uomo alle sue origini e delle modalità della sua procreazione”. “Sempre più insistentemente – ha osservato – si affacciano progetti che pongono gli inizi della vita umana in contesti diversi dall’unione sponsale tra uomo e donna”. Progetti “spesso sostenuti da pretese giustificazioni mediche e scientifiche. Col pretesto, infatti, di assicurare una migliore qualità di esistenza mediante un controllo genetico, oppure di far progredire la ricerca, vengono proposte sperimentazioni sugli embrioni umani e metodiche per la loro produzione, che aprono la porta a strumentalizzazioni e abusi da parte di chi si arroga un potere arbitrario e senza limiti sull’essere umano”. Solo “l’amore sponsale” e “la mediazione corporea dell’atto coniugale” sono invece per Giovanni Paolo II “il luogo in cui è pienamente riconosciuto il valore del nuovo essere umano chiamato alla vita”. Il Papa ha quindi messo in guardia dai rischi legati alle “legislazioni permissive” che in alcuni Paesi “hanno favorito nel corso degli ultimi anni presunti modelli alternativi di famiglia, non più fondata sull’impegno irrevocabile di un uomo e una donna”. Estendere “i diritti specifici della famiglia ” ad “unioni di fatto e a patti civili di solidarietà”, equivale per il Pontefice a promuovere in modo artificioso “simili modelli giuridico-istituzionali” e “tende sempre più a dissolvere il diritto originario della famiglia a venire riconosciuta come un soggetto sociale a pieno titolo”.