AMBIENTE: MONS. G.M.BREGANTINI (CEI), “DIFENDERE IL CREATO CAMBIANDO STILE DI VITA”

“Amare la creazione, valorizzarla, tipicizzare i suoi prodotti e proteggerla da sfruttamenti economici”: sono i cinque punti alla base dell’ambientalismo cristiano. Non dunque gli eccessi del ‘popolo di Seattle’ ma nemmeno quelli di una globalizzazione sfrenata. All’inizio del convegno Cei di Assisi (4-6 maggio) “Futuro della nostra terra. Responsabilità cristiana per il sociale, il lavoro e l’ambiente”, a parlare è mons. Giancarlo Maria Bregantini, vescovo di Locri-Gerace, presidente della Commissione Cei per i problemi sociali ed il lavoro, la giustizia e la pace.” “”Dietro le varie manifestazioni ambientaliste un po’ estremiste c’è un grande spessore di idealità – afferma mons. Bregantini -, anche se non ne condividiamo il metodo. Credo, però, sia necessario controllare il processo di globalizzazione. E’ importante, infatti, che la gente sappia cosa mangia, cosa beve, cosa viene prodotto e come”. Un corretto approccio cristiano ai temi della salvaguardia del creato, secondo Bregantini, deve basarsi su cinque aspetti: “amare la terra, conoscerne le ricchezze e la cultura, valorizzarla con una serie di strumenti adeguati che ne mostrino le potenzialità, tipicizzare i suoi prodotti per difenderli dai timori di eccessiva globalizzazione. Infine, controllare i grandi finanziamenti per arrivare a delle forme di uso intelligente del denaro come la finanza etica”.” “Tuttavia “esperienze come la banca etica, il boicottaggio delle multinazionali, sospettate di schiavizzare bambini, la raccolta differenziata di rifiuti, possono suscitare una maggiore attenzione ai temi dell’ambiente”, ma afferma Bregantini “vanno motivate in una rilettura biblica ed in una riflessione etica sul concetto di bene”.” “Dal convegno di Assisi dovrebbero venire contributi per un eventuale documento Cei sul tema.” “” “