DON MAZZI: DEI GIOVANI DEBBONO TORNARE A PARLARE I PADRI E GLI EDUCATORI

“Oggi c’è seriamente da interrogarsi come mai tanti giovani si stiano perdendo, non solo per i problemi della droga. Certamente il disagio è grande e molto diffuso. Siamo davanti a giovani senza padri che testimonino loro come si vive, che li aiutino a sperare nel domani, che diano coraggio e indichino la strada”: lo ha detto al Sir don Antonio Mazzi, presidente della Fondazione Exodus, che gestisce in Italia una trentina di comunità di accoglienza per giovani con problemi di tossicodipendenza, carcere, devianze. Lunedì e martedì prossimi circa 400 degli oltre 700 giovani ospiti di “Exodus” prenderanno parte al “capitolo itinerante” della fondazione. “Quest’anno abbiamo scelto le due mete di S. Giovanni Rotondo e di Pietralcina, dove visse e operò il beato p. Pio – spiega don Mazzi -. Ci andremo a piedi, in bicicletta, cercando di usare i mezzi della fatica e non quelli della comodità. L’anno scorso siamo stati ad Assisi. Faremo una notte di preghiera con la via crucis”. ” “Don Mazzi ha aggiunto che “è ora di finirla che dei giovani o parlino gli psichiatri, oppure i magistrati. Dobbiamo smettere di criminalizzarli. Bisogna invece che tornino a parlare i padri e gli educatori, che parlino gli stessi giovani e dicano chi sono davvero e cosa chiedono a noi adulti”. Secondo don Michele Fiore, che guida una delle case di “Exodus”, i problemi più grossi si riscontrano oggi con i giovani che fanno uso di pasticche con droghe sintetiche. “Il loro recupero è problematico – dice – se non impossibile”.” “