NOTA SETTIMANALE – Pubblichiamo il testo integrale della nota Sir di questa settimana

Il presidente della Repubblica è intervenuto nuovamente. Com’era prevedibile i toni della campagna elettorale si sono fatti sempre più violenti, nello sconcerto crescente dei semplici elettori.” “Sembra ci sia del metodo in questa spirale di violenza (mediatica e verbale): serve a rafforzare l’identità di coloro che già hanno deciso e scoraggiare gli astensionisti, contribuendo ad allontanarli dalle urne. In tempi di società della comunicazione globale pare che ormai si possa addirittura prescindere da quel pur noiosissimo esercizio di compilazione che è la redazione del programma elettorale, che comunque, a futura memoria, permetterebbe di giudicare la realizzazione della “promesse” elettorali.” “La prima risposta è comunque la partecipazione: proprio l’esercizio del voto. In secondo luogo non bisogna stancarsi di incalzare sulle domande vere, sui contenuti. Qui purtroppo non possiamo solo deprecare la povertà della campagna elettorale o la statura personale dei candidati. Scontiamo purtroppo un deficit di partecipazione e di dibattito politico non immediatamente finalizzato allo schieramento. Non dimentichiamo che i partiti della cosiddetta “prima repubblica” sono implosi anche per la cattiva qualità del reclutamento e la tanto declamata “seconda repubblica” non è mai nata perché la qualità, si è ulteriormente abbassata. Con il vecchio ammonimento che i polli di Renzo costantemente ricordano, anche in tempi di massiccio ed apparentemente irreversibile analfabetismo di ritorno. Il contesto europeo (e quello connesso della globalizzazione) non è un accidente, ma ormai una dimensione essenziale. Ed allora chi si spende non sull’immediato e sull’utile particolare, ma sulla crescita complessiva del paese?” “Bene o male, scontiamo pure ancora una quindicina di giorni di roventi polemiche post-elettorali, ma questa campagna elettorale durata più di un anno, in un sistema politico ancora privo di una sua struttura definita, avrà finalmente termine. Tutti si dovranno misurare con le cose, con la concretezza dei problemi, senza sconti per nessuno.” “Il catalogo lo abbiamo tutti presente. Di qui necessariamente bisogna ripartire. E c’è un punto da registrare con una certa soddisfazione. Questa campagna elettorale è anche stata l’occasione da parte di molti soggetti del mondo cattolico per articolare, sul loro registro proprio, una presenza dal timbro nuovo, responsabile e lungimirante. C’è molto da fare e si potrà fare bene, con un lavoro concreto, serio e disinteressato.” “” “” “