“Mi auguro che quando si parlerà di ragazze pronte a dedicare un anno della loro vita professionale nel servizio civile, siano messe in risalto davanti alla pubblica opinione anche se non porteranno stellette o armi, e sia dato loro dai media uno spazio analogo a quello concesso alle donne soldato”. Lo ha osservato stamani a Roma Guido Bertolaso, direttore dell’Ufficio nazionale per il servizio civile della Presidenza del Consiglio, durante il seminario sul tema “Servizio civile: nuova cittadinanza per i giovani e più diritti nei nuovi municipi”, svoltosi presso il Campidoglio. La Legge 64 varata di recente, infatti, istituisce il servizio civile nazionale (volontario per i giovani tra i 18 e i 26 anni dal 2006, quando sarà abolita la leva obbligatoria) e lo apre anche alle ragazze. Un'”esperienza di solidarietà femminile” già esisteva per iniziativa della Caritas con l’Anno di Volontariato Sociale. “In Italia il servizio civile dovrebbe costituire una pratica normale per i giovani, come educazione alla cittadinanza”, ha rilevato Diego Cipriani di Pax Christi, convinto che la futura riduzione del numero di obiettori sia “una formidabile occasione perché siano più numerosi sul territorio, meno negli uffici”. Inoltre ha ricordato la Giornata internazionale dell’obiezione di coscienza, prevista per il 15 maggio, “con l’attenzione puntata su Israele, Paese in guerra dove gli obiettori finiscono ancora in carcere”.