Fare di questo nuovo millennio “un tempo di solidarietà e di pace, di amore per la vita e di rispetto per ciò che Dio ha creato”. Questo il compito affidato dal Papa ai maltesi, nel corso della cerimonia di benvenuto svoltasi oggi all’aeroporto di Malta, ultima tappa del 93° viaggio apostolico di Giovanni Paolo II, che si concluderà domani con la proclamazione dei primi tre beati dell’Isola (Maria Adeodata Pisani, Ignazio Falzon e don Giorgio Preca). “Una tradizione culturale ricca e singolare”, con al centro “l’umanesimo del Vangelo”: è questa, per il Papa, “la saggezza e la visione che Malta può offrire alla nuova epoca storica che sta emergendo in modo lento ma sicuro”. “In un mondo che anela a una luce sicura che orienti le trasformazioni che vive – ha aggiunto Giovanni Paolo II rivolgendosi ai presenti – , avete un’eredità spirituale e morale perfettamente in grado di sanare ed elevare la dignità della persona umana, di rafforzare il tessuto sociale e di donare all’attività umana un senso e un significato più profondi. Curate la vostra vocazione cristiana! Siate orgogliosi della vostra eredità culturale e religiosa!”. Ricordando la sua prima visita a Malta, undici anni fa, il Papa ha citato, infine, “la fede e l’entusiasmo dei maltesi e degli abitanti dell’Isola di Gozo”, invitandoli a perseverare “nello spirito della speranza e dell’amore cristiani”, proprio come hanno fatto i tre beati che verranno proclamati domani. Rivolgendosi a mons. Joseph Mercieca, arcivescovo di Malta, e gli altri vescovi dell’Isola, il Papa ha ricordato la “vocazione missionaria della Chiesa a Malta”, salutando i sacerdoti, i diaconi, i religiosi e le religiose, i catechisti “e quanti collaborano attivamente alla missione della Chiesa”, ed in particolare “i giovani che si preparano a servire il Signore nel sacerdozio e nella vita consacrata”. ” ” ” “