PAPA A MALTA: UNA SUORA, UN CHIERICO E UN SACERDOTE DIOCESANO, I PRIMI TRE BEATI DELL’ISOLA

Malta non ha mai avuto finora un proprio beato. Ora, con la visita odierna del Papa, ne avrà tre: la suora benedettina Maria Adeodata Pisani, il chierico Ignazio Falzon e il sacerdote diocesano, don Giorgio Preca. Giovanni Paolo II, per la seconda volta a Malta in 11 anni, si fermerà 30 ore nell’isola che ha accolto San Paolo dal naufragio. Qui la tradizione cattolica è fortemente radicata, soprattutto la religiosità popolare: il 65% della popolazione frequenta la messa domenicale, centinaia di sacerdoti, religiosi e laici sono missionari in tutti i continenti (tra cui vescovi in Brasile, Australia, Libia e Kuwait). Anche se, come spiega all’agenzia internazionale Fides don Giuseppe Mifsud Bonnici, rettore del Seminario arcivescovile di Malta, “non mancano le ombre. Ci sono problemi nelle famiglie, e la stabilità della famiglia stessa attraversa il suo momento difficile. I giovani hanno i loro problemi: le vocazioni, specialmente per le congregazioni femminili, sono diminuite. Senza dubbio la visita del Papa e le beatificazioni daranno un impulso alla realtà religiosa. Pur ancora fervente di religiosità, l’isola è esposta a tutte le idee attraverso la televisione, il turismo ed i mezzi di comunicazione. C’è la sfida continua di trasformare la religiosità popolare in una fede vera, che incarni i valori del Vangelo nella società odierna”. Tra i nuovi beati, Maria Adeodata Pisani è una maltese nata in Italia nel 1806 a Pizzofalcone (Napoli). “Durante la sua vita impressionò tutti per la sua santità e umiltà – dice il rettore -. Accettò di essere badessa per ordine del vescovo e nonostante fosse ricca di famiglia, diede esempio di povertà radicale e di amore verso i poveri”. Ignazio Falzon, nato nel 1813, dottore in legge, rinunziò alla professione e all’ordinazione sacerdotale per rimanere chierico. “Era noto per l’umiltà e la devozione all’Eucarestia. Il suo apostolato principale era l’insegnamento della catechesi ai ragazzi e anche agli adulti”. Ma la figura più attuale per il popolo, osserva il rettore, è quella di don Giorgio Preca. Nato nel 1880 e morto nel 1962, si dedicò all’insegnamento e alla formazione dei laici. Fondò la Società della dottrina cristiana, formata da laici celibi che dedicavano ogni giorno intere ore allo studio, alla riflessione, alla preghiera e all’istruzione catechistica dei ragazzi, con sedi sparse in quasi tutte le parrocchie. Oggi la sua società, chiamata Museum, è presente con missionari in Inghilterra, Sudan, Albania e Australia.