DIALOGO INTERRELIGIOSO: RICORDO DI MONS. ROSSANO, "VESCOVO DELLA SPERANZA"

Nel dialogo interreligioso "l’apertura deve andare di pari passo con la preservazione della propria identità". Così mons. Marcello Zago, segretario della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli recentemente scomparso, riassumeva le convinzioni di mons. Pietro Rossano, che verrà ricordato dal 15 al 17 giugno, a dieci anni dalla morte, durante le Giornate di incontro e riflessione promosse dal Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, la Pontificia Università Lateranense e la Fondazione a lui intitolata. I convegni si svolgeranno a Roma (presso la Lateranense e il Centro San Lorenzo) e a Vezza d’Alba (Cuneo), paese natale di Rossano; numerosi gli interventi di esperti e le testimonianze di amici (anche di altre religioni) del vescovo scomparso a 68 anni. "Rossano incontrò difficoltà nel dialogo interreligioso, specie nei confronti dell’Islam, ma era sorretto da una speranza", ricorda mons. Zago nella sua relazione, che verrà letta domani alla Lateranense da mons. Michael Fitzgerald, segretario del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso. Nel ’90 Rossano scriveva a padre Tablino, missionario comboniano in Kenya: "Con l’Islam le cose sono difficili. Bisogna evitare ad ogni costo un nuovo scontro cristiano-islamico, né si può congelare il buon rapporto creatosi nel dopo Concilio".