NAVE CLANDESTINI: CARITAS DI NOTO, "ORA DITECI I PERCHÉ DI TANTO SILENZIO"

"E’ scandaloso che una tragedia di questa entità sia passata finora sotto silenzio". A parlare è Giuseppe Vassalli, direttore della Caritas di Noto (Siracusa), a pochi chilometri da Portopalo, la località siciliana di fronte alla quale sono stati ritrovati in questi giorni i resti della nave naufragata nel Natale ’96 con un carico di 283 immigrati clandestini, ritenuto per anni un "presunto naufragio". "A suo tempo – racconta Vassalli – molti pescatori della zona avevano ritrovato dei corpi e il parroco si era attivato per denunciare il fatto alle autorità competenti, che hanno aperto un’inchiesta. Ma poi non se ne è più parlato. Ora sarebbe corretto conoscere le cause e i meccanismi della tragedia e risalire alle ragioni per cui si è taciuto per tanto tempo: se per reale difficoltà nelle indagini, per superficialità oppure, e questo sarebbe davvero grave, perché le vite di persone di altre nazionalità vengono valutate secondo una scala di valori diversa". La Caritas diocesana, spiega Vassalli, si è sempre interessata al problema dell’immigrazione clandestina insieme ad altre realtà di volontariato, anche se "da due anni non avvengono più sbarchi, forse per maggiori controlli da parte della guardia costiera". Una tragedia come questa, secondo Vassalli, "deve far riflettere sul problema della tratta degli immigrati, che non è risolvibile con la costruzione di barricate e frontiere ma con una politica internazionale che deve promuovere lo sviluppo di tutti, comprese le persone che cercano rifugio in un altro Paese". Il tema "immigrazione" verrà affrontato anche durante il 27° convegno nazionale delle Caritas diocesane che si svolgerà dal 18 al 21 giugno ad Acireale (Catania).