CEI: LA SCOMPARSA DI MONS. MARIO OPERTI, GIÀ DIRETTORE DELL’UFFICIO PER LA PASTORALE SOCIALE E DEL LAVORO

Una "bella e serena figura di sacerdote", che ha offerto un "prezioso servizio pastorale" alla Conferenza episcopale italiana e alle "comunità ecclesiali in Italia". Così il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, mons. Giuseppe Betori, segretario generale, i sacerdoti e i collaboratori laici della segreteria generale della Cei ricordano mons. Mario Operti, già direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e del lavoro, deceduto questa mattina a Torino, a causa di una grave malattia. Il card. Severino Poletto, arcivescovo di Torino, guiderà questa sera, alle ore 20.30, il rosario presso il Santuario della Consolata, dove don Mario risiedeva, da quando aveva lasciato gli incarichi ecclesiali nazionali al termine del Giubileo. I funerali, invece, si svolgeranno domani, presso il Duomo di Torino, alle ore 15.30. Tra gli ultimi incarichi svolti da mons. Operti nel periodo in cui è stato direttore del citato Ufficio Cei, il Giubileo dei lavoratori, durante il quale sono stati presentati al Papa "alcuni segni dell’impegno delle varie associazioni di categoria delle varie parti del mondo per umanizzare il lavoro". Nel campo dell’imprenditoria giovanile, da direttore del competente Ufficio Cei mons. Operti aveva avviato con altri organismi Cei, dopo il Convegno di Palermo, il "Progetto Policoro", che ancora oggi porta avanti significative iniziative di sviluppo dell’occupazione giovanile al Sud anche tramite gemellaggi tra imprese del Nord e del Mezzogiorno. Sulle pagine del Sir Operti in merito alle questioni dell’occupazione: in una delle note più recenti, denunciava "una vera e propria inquietudine" nel mondo del lavoro, cui "non corrisponde la volontà da parte di tutti di andare oltre i soliti slogan e alle ripetute ricette che non sembrano sortire alcun effetto positivo". Di qui l’invito di mons. Operti a tutte le forze politiche e sociali ad andare oltre "una politica delle emergenze e dei tamponamenti", individuando "strategie di ampio respiro" per "far crescere nuove opportunità di occupazione".