La Giornata mondiale del Rifugiato, prevista il 20 giugno prossimo, "sottolinea la doverosa solidarietà con milioni di persone che vivono la difficile condizione di rifugiati e profughi". Lo ha ricordato ieri all’Angelus Giovanni Paolo II, osservando che "questa piaga si è andata purtroppo allargando negli ultimi anni". Ma se cresce "il bisogno di protezione internazionale, aumentano anche i Paesi che tendono a limitarla". Auspicando che "siano rimosse ovunque le cause delle migrazioni forzate", il Papa ha invitato a rinnovare gli sforzi perché non manchino mai ai rifugiati "comprensione e la necessaria assistenza". Di questi problemi si occupa la Fondazione Centro Astalli (nata nell’aprile 2000 e sede italiana del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, impegnato da oltre vent’anni nell’accoglienza diretta dei rifugiati e nella tutela del diritto d’asilo), che da venerdì 15 al 30 giugno promuove a Roma le "Giornate del rifugiato" sul tema "Sono stato costretto a fuggire: ascolta la mia storia", patrocinate dal Comune e dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. "Ci proponiamo di informare su chi sono i rifugiati, da dove vengono, perché sono costretti a fuggire dalle proprie case e si fermano in Italia, quali problemi incontrano e quale può essere il contributo di istituzioni, associazioni e cittadini per tentare di risolverli", spiega il gesuita padre Francesco De Luccia, direttore della fondazione. Alle iniziative "Bellezza trasparente", mostra di dipinti all’Oratorio del Caravita; il concerto-testimonianza "Altri lati del mondo", il 22 giugno alle 20 sempre al Caravita, che ospiterà il 27 alle 17 il seminario di riflessione sul diritto d’asilo "Diritti umani, spesso negati" collaborano anche la Migrantes, Federazione delle Chiese Evangeliche, Fondazione Don Luigi di Liegro e Caritas italiana.