PENA DI MORTE: M.MARAZZITI (S.EGIDIO) “UNAMORATORIA PER DELEGITTIMARE LA CULTURA DELLA MORTE”

“La moratoria mondiale delle esecuzioni capitali vuole essere un modo per togliere dall’imbarazzo quegli Stati che ancora credono nella pena di morte come strumento di Giustizia”. E’ l’opinione di Mario Marazziti, portavoce della Comunità di S.Egidio, tra gli organizzatori del 1° congresso mondiale contro la pena di morte, in corso a Strasburgo, che celebra oggi uno dei suoi momenti più importanti: la sottoscrizione, da parte dei Paesi partecipanti, di un appello a tutti gli Stati affinché si impegnino a rispettare la moratoria mondiale delle esecuzioni capitali.” “”Fermare tutto – spiega Marazziti al Sir – è un braccio teso a quei Paesi che oggi avrebbero difficoltà ad abolire la pena capitale perché il clima culturale non è favorevole e l’opinione pubblica non è pronta”. “Abbiamo voluto questa moratoria, da allargare a livello planetario coinvolgendo sempre più le Nazioni Unite, – aggiunge – come passo importante verso l’abolizione totale della pena capitale”. “Con la sottoscrizione da parte dei Presidenti dei Parlamenti partecipanti al congresso ci attendiamo appoggio e disponibilità a lavorare per la moratoria e delegittimare così la cultura della morte”. Ma oltre alla moratoria, prosegue il portavoce della Sant’Egidio, “il congresso di Strasburgo rappresenta un primo passo verso la nascita di una rete mondiale tra tutti i gruppi abolizionisti della pena di morte, rompendone così l’isolamento in molti Paesi”. Altro risultato, infine, è “il coinvolgimento dell’intero Parlamento europeo con una seduta solenne aperta dalla stessa presidente Nicole Fontaine.” “