PAPA IN UCRAINA: I CRISTIANI DEVONO TORNARE AD ESSERE “UNA COSA SOLA”

Il “miracolo di Pentecoste” deve continuare, se i cristiani del terzo millennio vogliono “presentarsi al mondo con un cuore solo ed un’anima sola”. E’ un nuovo, forte appello all’unità di tutti i cristiani, quello rivolto oggi dal Papa durante la “divina liturgia” (così i greco-cattolici chiamano la Messa) celebrata all’aeroporto di Chayka, a sud di Kiev, secondo il rito bizantino-ucraino dal card. Lubomyr Husar, arcivescovo maggiore di Lviv degli Ucraini, e dai vescovi greco-cattolici dell’Ucraina. “Non si dà autentica evangelizzazione senza la piena comunione fraterna”, ha sottolineato Giovanni Paolo II, che ha concluso la sua omelia pregando affinché “tutti i cristiani tornino ad essere ‘una cosa sola’, secondo il desiderio di Gesù nel cenacolo”. Nella Chiesa, ha detto il Papa riferendosi alla Pentecoste, “la comunione vince le divisioni e la dispersione”, e “l’unità fondata sulla Verità rivelata e sull’Amore non annulla l’uomo, la sua cultura e la sua storia, ma lo inserisce nella comunione trinitaria, dove tutto ciò che è autenticamente umano viene arricchito e potenziato”. In questa “umanità nuova” voluta da Cristo, ha precisato Giovanni Paolo II, “sussiste una pluralità di tradizioni, di riti, di discipline canoniche, che, lungi dall’insidiare l’unità del Corpo di Cristo, al contrario la arricchisce dei doni recati da ciascuno”. Un esempio tangibile di ciò, per il Papa, è proprio la “multiforme ricchezza” della comunità ecclesiale ucraina, in cui “si incontrano la tradizione orientale e quella occidentale” e dove la “coesistenza nella carità è chiamata a farsi modello di una unità che vive in seno a un legittimo pluralismo ed è garantita dal vescovo di Roma, successore di Pietro”. ” “” “