“Abbiate speranza per voi stessi, per i vostri genitori e per coloro che hanno cura di voi”: lo ha detto oggi il Papa, ricevendo in udienza i bambini ammalati di cancro della Fondazione “Intesa senza barriere”, giunti dalla Polonia. “So quanto sia difficile l’esperienza della malattia, specialmente se riguarda un bambino”, ha esordito Giovanni Paolo II, chiedendo di “fare il possibile” per porre fine “alla difficile situazione in cui versa oggi il servizio sanitario in Polonia”. Il Papa ha invitato, inoltre, i piccoli malati a “scorgere che anche nella malattia un grande bene si compie” e a “ringraziare Gesù per l’amore di cui siete circondati da parte dei vostri genitori e parenti, per le premure nei vostri riguardi da parte dei medici e delle infermiere, per la generosità di persone, spesso sconosciute, che vi sostengono materialmente e spiritualmente”. E un “ricordo speciale ai bambini coinvolti nei conflitti armati” il Santo Padre lo aveva rivolto ieri, durante la recita del “Regina Coeli”, sollecitando la comunità internazionale “ad accrescere gli sforzi per proteggere e riabilitare quanti vivono in così drammatiche condizioni”. Riferendosi alle “vite di tanti giovani che sono vittime dell’assurda violenza in atto in diversi Paesi”, e in particolare in Terra Santa, il Papa ha ricordato che “in circa cinquanta Paesi, tanti minori vivono in mezzo a conflitti o situazioni di post-conflitto” e sono “vittime di reclutamento forzato e di abusi di ogni tipo; non possono frequentare la scuola, sono separati dai genitori e sottoposti a violenze fisiche e psicologiche”. Di qui l’auspicio di Giovanni Paolo II: “Possano i bambini, che sono il futuro e la speranza dell’umanità, finalmente crescere lontani dal flagello della guerra e da ogni forma di violenza”. ” “” “