ROMA: CONVEGNO DIOCESANO, “NO” AD UNA “PASTORALE DI CONSERVAZIONE”

Di fronte alle nuove sfide poste dalla globalizzazione e dal “mutevole intreccio di popoli e culture che la caratterizza”, i cattolici non devono cedere alla “tentazione di una pastorale di conservazione, rassegnata o aggressiva”, ma al contrario dare vita ad una “nuova missionarietà”, individuando “vie di rinnovamento capaci di aprire l’orizzonte e portare avanti un’azione efficace di evangelizzazione”. Lo ha detto al Sir mons. Sergio Lanza, anticipando alcuni spunti della relazione che terrà questa sera nella Basilica di S. Giovanni in Laterano, in occasione del Convegno della diocesi di Roma incentrato su un bilancio della “missione cittadina” voluta dalla diocesi in preparazione al Giubileo. Per il futuro, ha aggiunto Lanza, occorre “immaginare una nuova presenza di Chiesa”, che “non può rassegnarsi ad essere una agenzia di servizi sul territorio. Se si isola, la singola parrocchia rischia di scomparire nell’indistinto, ingoiata nella megalopoli. E’ necessario riprendere a vivere pastoralmente la città, attorno al vescovo, secondo l’istruttiva tradizione cristiana dei primi secoli”. Tutto ciò, in spirito di dialogo con la cultura del nostro tempo, che non esclude però la capacità critica, ad esempio in un ambito decisivo come quello della comunicazione: “L’industria dei media – ha osservato Lanza – è spesso un mondo asettico, fatto di soap opere a lieto fine: la vita vera, con la sua tragicità, rimane fuori”. Di qui la necessità, per i credenti, di “una nuova missionarietà, che non potrà essere demandata ad una porzione di ‘specialisti’, ma dovrà coinvolgere la responsabilità di tutti i membri del popolo di Dio”. Il convegno della diocesi di Roma si aprirà stasera, a S. Giovanni (ore 19.30), con l’intervento del cardinale vicario, Camillo Ruini, e la lettura di un messaggio del Papa; dopo le relazioni e il dibattito di venerdì, si concluderà sabato 9 giugno, con una sintesi dei contributi emersi, a cura del vicegerente di Roma, mons. Cesare Nosiglia, e la relazione del card. Ruini. ” “” “