L'”eurodelusione” e il rilancio degli investimenti pubblici: sono i due temi su cui “la maggioranza degli italiani è trasversalmente omogenea”, ha detto Giuseppe De Rita, presidente del Censis, illustrando oggi a Roma il rapporto su “Le motivazioni dell’alternanza”, all’indomani delle elezioni del 13 giugno. Entrambi gli attuali schieramenti politici, infatti (il 63% degli elettori della Casa delle Libertà e il 53,6% degli elettori dell’Ulivo) ritengono che i poteri dell’Unione europea non debbano essere ulteriormente ampliati, così come il 72% degli elettori della Cdl e il 58,3% degli elettori dell’Ulivo è favorevole ad un rilancio degli investimenti pubblici, in particolare per le infrastrutture del Paese. Anche sull’aborto, la maggioranza degli elettori, stando ai dati del Censis, è contro la modificazione della legge (61,2%), ma il profilo dei due schieramenti è diversamente caratterizzato: nella Cdl, infatti, è il 48,5% contro la modifica, mentre nell’Ulivo è il 74,3%. Sanità, giustizia e previdenza: questi, secondo il Censis, i settori in cui gli italiani vorrebbero maggiori “cambiamenti” in politica, mentre minore attenzione viene prestata dagli elettori a temi come il fisco, l’amministrazione pubblica, la riforma elettorale. Riguardo, infine, alla “devolution” (la richiesta di maggior potere alle regioni e agli enti locali), per gli elettori ci vorrebbe più federalismo nei settori del lavoro (75,1%), della scuola (62,6%), della sicurezza (58,4%) e del fisco (56,5%), mentre la ricerca scientifica e la politica estera dovrebbero al contrario rimanere nelle mani dello Stato centrale.