Giochi elettronici ma anche, incredibilmente, abbigliamento e trucchi. Questi gli oggetti del desiderio dei bimbi lombardi di dieci anni. Secondo un’indagine della fondazione Iard sui giovanissimi e l’uso del denaro condotta su un campione di 846 alunni di quinta elementare della regione, con 100 mila lire in tasca un piccolo consumatore su tre comprerebbe videogames e quasi uno ogni cinque (17%) ne approfitterebbe per acquistare vestiti e addirittura cosmetici. Solo il 3,6% spenderebbe la ragguardevole somma in libri e materiali per la scuola. Solo uno su cento li vuole destinare in beneficenza. Per i bambini, se in famiglia non ci sono soldi per comperare casa bisognerebbe cercarsi un secondo lavoro per guadagnare di più (58,9%) o chiedere un mutuo in banca. Solo uno su quattro consiglia a mamma e papà di risparmiare fino a quando ci si può permettere la casa.” “La ricerca Iard ha preso in esame anche il rapporto tra adolescenti (alunni di licei, istituti tecnici e professionali) e l’uso del denaro. Più della metà dei maschi interpellati si dice attento a spendere ma poco incline ai risparmi. Più oculate le ragazze (il 42,9% è attenta a limitare gli sperperi). Un’adolescente su dieci però si definisce il classico tipo con le “mani bucate”. Sulle spese i genitori sembrano lasciare grande spazio di autonomia. Un ragazzo su tre può decidere liberamente, il 35% chiede il permesso solo se si tratta di una cifra importante. ” “Gli adolescenti sono più attenti al risparmio in caso abbiano a disposizione medi quantitativi di denaro. Se in possesso di 50 milioni, il 73% del campione lo destinerebbe prevalentemente al risparmio. Se nel portafoglio c’è mezzo milione, invece, solo il 42% lo terrebbe da parte, mentre un ragazzo su tre non ci penserebbe due volte ad utilizzarlo per lo più per acquisti. La maggior parte degli studenti delle superiori ritiene che a contribuire maggiormente allo sviluppo economico dell’Italia siano le piccole e medie imprese, seguite da multinazionali e grandi industrie. ” “