SERVIZIO CIVILE: TERZO RAPPORTO ANNUALE (CNESC), "SI RISCHIA IL ROMPETE LE RIGHE"

130 mila domande nel 1999, solo 80 mila nel 2000. In queste cifre tutta la difficoltà in cui vive il servizio civile in Italia e che emerge nel "Terzo rapporto sul servizio civile in Italia" promosso dal Cnesc, la Conferenza nazionale Enti per il servizio civile.” “"Un rapporto fatto di luci e di ombre – come evidenzia Cristina Nespoli, presidente del Cnesc -. Sono aumentati gli enti convenzionati, 646 nuove convenzioni nel 2001 ed i posti in convenzione + 8936 rispetto al 2000. Certo le ombre rischiano di offuscare quanto di buono si è fatto fino ad ora. In particolare la diminuzione delle assegnazioni a fronte di circa 85 mila posti a disposizione". Un problema questo legato alle risorse economiche destinate al servizio civile: "Nella versione della finanziaria per il 2000 – si legge nel rapporto – erano 171 i miliardi previsti per tale fondo che hanno permesso la partenza di circa 70 mila obiettori. Il numero delle domande era però ben superiore". Situazione "non migliore" nel 2001 anche se la cifra stanziata è di 235 miliardi ma ancora inferiore ai 300 miliardi "cifra adeguata" per il Cnesc "per gestire il servizio civile in Italia". Dal rapporto emerge, inoltre, che la maggior parte dei posti di impiego riguarda i comuni con 26513, tra gli enti privati la parte del leone è della Caritas con 5214 obiettori, l’Arci con 4208, la Federsolidarietà con 3954 e la Croce Rossa italiana con 3620. I posti sono per il 57% nell’Italia settentrionale, per il 24% al Centro. Fanalini di coda Sud ed Isole con 19%.” “"Per il terzo anno consecutivo si registra una situazione difficile e sempre più incerta, irta di mille difficoltà mai superate – commenta Giorgio Bonini, responsabile dell’Ufficio Servizio civile della Caritas -. Inoltre il servizio civile deve ora affrontare un ulteriore periodo di transizione in attesa della sospensione dell’obbligo di leva. "Un quinto dei posti disponibili non sono coperti – conclude Bonini – e a questo si aggiungono problemi legati ai ritardi e alle dispense. Sono segnali di disagio e di quanto risulti ancora incerto e difficile il passaggio di consegne dalla Difesa al Nuovo Ufficio Nazionale per il Servizio Civile".” “” “