"Le nostre ‘impronte ecologiche’ sulla terra non sono state mai così pesanti". Lo afferma in un messaggio il segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan, in occasione della Giornata mondiale della popolazione che ricorre oggi, denunciando "il fragile rapporto che esiste fra la nostra specie ed il nostro pianeta". "Sin dal 1960 ricorda Annan la popolazione mondiale è raddoppiata raggiungendo i 6,1 miliardi, con una crescita che ha interessato soprattutto i Paesi in via di sviluppo. Dal 1970, anche i livelli di consumo sono raddoppiati, con una percentuale dell’86% nel mondo sviluppato. L’umanità deve affrontare un problema complesso: dobbiamo rendere stabili i nostri numeri e, di uguale importanza, l’utilizzo delle nostre risorse, al fine di assicurare uno sviluppo sostenibile per tutti". Annan cita altre cifre e dati: "Gli esseri umani consumano acqua sei volte di più rispetto a 70 anni fa, esaurendo pericolosamente le falde acquifere locali. Il disboscamento, l’inquinamento", hanno raggiunto "livelli senza precedenti, alterando così il clima globale". Il segretario generale dell’Onu indica poi, tra l’altro, come obiettivi per alleviare le disparità sociali nel mondo, "l’accesso universale all’istruzione" e "maggiori opportunità alle donne", per "rompere il circolo vizioso di povertà e degrado ambientale". "Il Vertice mondiale dello sviluppo sostenibile che si terrà il prossimo anno annuncia -, offre un’opportunità per rafforzare il nostro impegno nella realizzazione di questi obiettivi. Ognuno di noi deve camminare sulla terra con maggiore leggerezza e prendere misure adeguate per migliorare l’utilizzo delle sue risorse".