G8: RELIGIOSI E MISSIONARI CONDANNANO L’ATTENTATO DI GENOVA

"Come religiosi e missionari condanniamo nel modo più assoluto l’attentato che ha colpito Genova questa mattina, nella convinzione che la violenza porta violenza e soltanto conservando un clima di pace e dialogo è possibile instaurare un confronto leale, costruito sull’ascolto e sul rispetto. Altrimenti la globalizzazione solidale risulta pregiudicata fin dalle sue basi". Usa un tono deciso padre Giovanni La Manna, gesuita dell’Associazione San Marcellino, a poche ore dall’esplosione di una lettera bomba alla stazione dei Carabinieri di San Fruttuoso e alla vigilia di un appuntamento importante per il mondo cattolico. Sarà infatti presentato domani il calendario definitivo delle iniziative che 250 congregazioni di missionari e religiosi (raccolte nelle sigle: Africa Europe Faith Justice Network, Commissione Giustizia e Pace dell’Unione delle Superiori e dei Superiori Generali, Sedos World Debt Group) promuovono per il prossimo fine settimana. Due gli appuntamenti. Il primo prenderà il via nella mattinata di venerdì 20 luglio a Boccadasse: 33 ore di preghiera e digiuno, attuate contemporaneamente in diverse parti del mondo, aperte a tutti e a cui parteciperanno anche alcuni rappresentanti di comunità di base latinoamericane, per sensibilizzare su temi come la cancellazione del debito dei paesi africani e la promozione dello sviluppo sostenibile. "La preghiera – spiega padre La Manna – vuole essere il grido dei poveri. Il digiuno, invece, è un impegno a mettere in discussione il proprio stile di vita, condividendo un’esperienza, quella del non mangiare, che per noi è una scelta ma per altri è uno stato permanente". Questo momento si concluderà alle 18 di sabato 21, in tempo per partecipare alla manifestazione pacifica voluta dal Genoa Social Forum. Sempre domani Emmanuel Tano Zagbla, dell’Associazione di studi politici ed economici Jomo Kenyatta (dal nome del primo Presidente del Kenya), presenterà il Piano di Sviluppo Alternativo per l’Africa.