NOTA SETTIMANALE. Trasmettiamo la nota Sir di questa settimana

Cinque volte le spese per il progetto Apollo, quello dello sbarco sulla Luna. A tanto, secondo taluni osservatori, potrebbe ammontare l’investimento per realizzare il progetto di "scudo spaziale", vecchio sogno americano che con il nuovo secolo viene fortemente rilanciato.” “Se l’opera di convinzione "politica" con i leader alleati e con la Russia va avanti con evidente difficoltà, il percorso della tecnologia sembra avviato, dopo il quarto esperimento, ad uno sviluppo più rapido. In effetti sono due i versanti dell’ipotesi di "guerre stellari", che ne fanno un investimento tanto importante, quanto ricco di incognite.” “Il primo versante è quello dell’accelerazione e dell’investimento tecnologico. Con buona pace di tanti teorici della fine dello Stato, in realtà un così massiccio investimento, che si misura a decine e probabilmente a centinaia di miliardi di dollari, non può che rappresentare un gigantesco volano offerto dallo Stato al sistema tecnologico ed industriale. Certamente si tratta di un investimento con molteplici riflessi, ma evidentemente è un investimento militare. Questo dato, oltre a confermare il permanente rilievo dell’industria bellica americana, fa emergere il secondo – e strettamente connesso – versante, che si potrebbe definire geostrategico.” “Lo schema delle cosiddette "guerre stellari" in realtà riafferma un obiettivo tradizionale, che è quello di assicurare la centralità americana in qualche modo "a prescindere", cioè da qualunque possa essere l’esito nei prossimi decenni delle vicende economico-politiche, degli assetti uni- o molti- polari del sistema delle relazioni internazionali. ” “Tutto questo ci avverte che siamo in uno scenario nuovo rispetto anche all’ultimo scorcio del XX secolo: il mondo si va rapidamente unificando e di fatto l’imponente sistema di monitoraggio anti-missile ricorda i nessi che ormai connettono in tempo reale il sistema dell’economia e della finanza globalizzati. Il punto è che sotto questa matassa aggrovigliata e rutilante possano risplendere i diritti e verificarsi un diffuso sviluppo per tutti gli uomini e tutti i popoli. Giovanni Paolo II in visita qualche anno fa al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, diceva: "Non viviamo in un mondo irrazionale o privo di senso: al contrario vi è una logica morale che illumina l’esistenza umana e rende possibile il dialogo tra gli uomini e tra i popoli. Se vogliamo che un secolo di costrizione lasci spazio a un secolo di persuasione, dobbiamo trovare la strada per discutere, con un linguaggio comprensibile e comune, circa il futuro dell’uomo". ” “” “