CAMORRA: I PARROCI DI ERCOLANO INDICONO UNA GIORNATA DI DIGIUNO

Un giorno di digiuno come segnale forte di protesta contro il dilagare della malavita e della morte. Il prossimo 14 agosto, vigilia dell’Assunta, i sacerdoti del decanato di Ercolano, in provincia di Napoli, hanno proclamato una giornata di digiuno, dopo che il loro appello alla città contro la camorra di un mese fa è caduto nel vuoto. "Nel nostro territorio – spiega don Pasquale Incoronato, parroco di S. Maria del Pilar – negli ultimi tempi ci sono stati sette morti ammazzati, tra i quali anche ragazzi innocenti. Purtroppo con un documento o con delle marce non si risolve tutto perché i nostri problemi hanno cause remote. Ma bisogna smettere di lavorare inmaniera individuale per privilegiare la sinergia tra Stato, famiglia, Chiesa e scuola". La scelta della data è ricaduta sul 14 agosto perché, nella tradizione della Chiesa, alla vigilia delle feste liturgiche si digiunava. "Il 14 – spiega il parroco – ci è sembrata la data più propizia per il digiuno ed una veglia. È una carta che dobbiamo giocarci come realtà ecclesiale contro chi della morte vuole fare la propria bandiera". I parroci di Ercolano si dicono addirittura pronti ad incatenarsi agli altari delle chiese. "Sarebbe un gesto simbolico – chiarisce don Pasquale – per chiedere scusa ai fedeli perché non siamo stati capaci di ‘incatenare’ i malavitosi con la parola di Dio e di farli innamorare del Signore". L’impegno concreto della Chiesa ercolana è rivolto soprattutto ai giovani per educarli sin dall’infanzia ai valori della solidarietà e della fraternità. "Un anno e mezzo fa – racconta don Incoronato – qui abbiamo aperto un centro di pastorale giovanile, ‘La locanda di Emmaus’ in un locale requisito alla camorra". Per l’estate il comune di Ercolano ha organizzato un campo estivo "La cicala e la formica", al quale il centro di pastorale giovanile sta partecipando con 40 bambini.