L’Istituto del Dramma Popolare (Idp) di San Miniato da domani 19 luglio, e fino al 24, porta in scena il mistero in quattro atti dedicato alla conversione di San Paolo. Sul palcoscenico sanminiatese del Teatro dello Spirito sarà rappresentato il testo “Saulo di Tarso”, opera di Oscar V. de Lubicz Milosz (poeta cristiano della nostra epoca) e Virginio Gazzolo. Scritto nel 1914, il “Saulo” si caratterizza per la suddivisione in quadri (quattro) ciascuno in sé circoscritto e compiuto, secondo l’antica tecnica della recita a stazioni, sviluppata prima nel dramma liturgico e successivamente nella sacra rappresentazione. Lo spettacolo toscano, in cui si tenta di dare una descrizione mitica del passaggio dai “cieli chiusi” del giudaismo ai “cieli aperti” del cristianesimo, è affidato alla regia di Maurizio Schmidt, impegnato anche come attore nei panni di Saulo. “Questo soggetto – spiega Schmidt – è il più estremo tentativo di riscrittura di un antico mistero: un’opera a metà strada fra espressione drammatica ed espressione poetica, quasi un oratorio”. Una scelta impegnativa quella dell’Istituto del Dramma Popolare, ente nato nel 1947, cui va il merito di aver portato a San Miniato il meglio del teatro italiano degli ultimi 50 anni. La finalità che stanno alla base dell’Idp si evincono dalle parole del suo primo direttore, don Giancarlo Ruggini. “Educare con il Dramma – spiegava il sacerdote – significa agire sul modo di pensare dell’uomo, costringerlo a mettere a fuoco situazioni morali del suo vissuto e porsi in un nuovo rapporto con il mondo e con Dio… Ci interessa proporre un teatro impegnato sui problemi e sulle inquietudini spirituali del tempo, verificare quanto nella realtà c’è ancora di cristiano, quale sia la sede di Dio e dei valori evangelici che ancora è dato di rintracciare nel cuore dell’uomo: vogliamo capire quali siano i segni dei tempi che possono profetizzare una nuova stagione del Cristianesimo”.