La legge finanziaria del 2001 va incontro alle vittime dell’usura e allunga i termini entro i quali presentare le richieste di accesso al mutuo sovvenzionato dal Fondo di Solidarietà specificamente messo a disposizione dallo Stato italiano. Gli imprenditori vittime degli strozzini dal ’96 al ’99 (nel periodo precedente l’entrata in vigore della legge 44) avranno tempo fino al prossimo 28 agosto per consegnare alle Prefetture competenti per territorio le domande e la relativa documentazione. Negli ultimi diciotto mesi il Comitato di Solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura, incaricato di valutare le richieste e di deliberare sulla loro finanziabilità, ha visionato un migliaio di domande. “Quello dell’usura – dice Paolo Giusto, coordinatore della Consulta Nazionale Antiusura, Onlus di ispirazione cattolica che raccoglie le fondazioni e le associazioni impegnate su questo fronte – è un fenomeno radicato su tutto il territorio nazionale. Sarebbe un errore credere nell’esistenza di aree risparmiate da questa piaga. Non è quantificalbile il giro di affari che ingrossa le tasche degli usurai: le migliaia di miliardi di cui abitualmente sentiamo parlare non sono che una minima parte. Le denunce aumentano ma c’è ancora un certo atteggiamento culturale da combattere: per molti l’usuraio è un benefattore”. Cosa fare? “La nostra Consulta – continua Giusto – è attualmente formata da 12 membri. Abbiamo un progetto, già sottoposto all’attenzione della Cei che prevede la creazione di una Fondazione antiusura in ogni regione ecclesiale. La volontà è quella di attivare un servizio pastorale, che educhi ad un uso corretto e responsabile del denaro. Prosegue, infine, la nostra battaglia decennale affinchè il Legislatore modifichi la normativa antiusura fino ad oggi, infatti, gli unici beneficiari del Fondo sono gli imprenditori, rimangono ancora esclusi i privati e le famiglie, coinvolti con altrettanta drammaticità in questa trappola infernale”.