Quella di fine millennio è una società caratterizzata da "una vera e propria eclissi del senso morale", da "miti occulti" e dalla "scarsa trasmissione della memoria storica". A denunciarlo sono i vescovi italiani, nei nuovi Orientamenti pastorali per il primo decennio del 2000, dal titolo "Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia". "Relativismo, indifferenza diffusa per le domande più radicali, senso dl provvisorio, frammentazione del sapere e delle esperienze": queste, si legge nel documento, i principali "ostacoli" alla diffusione del Vangelo nel mondo di oggi, caratterizzato soprattutto da "un vero e proprio smarrimento, nel contesto di una società multimediale che tende a stordire con il vorticoso susseguirsi di immagini e informazioni, mentre rischia di perdersi il valore della lettura e dell’ascolto". Sul versante della comunicazione sociale, in particolare, ci vuole più "coscienza etica", affinché essa "non sia considerata solo in termini economici o di potere, ma resti e si sviluppi nel quadro dei beni di primaria importanza per il futuro dell’umanità". Per la Chiesa, sottolineano i vescovi, i media sono "un campo privilegiato di espressione": di qui l’invito a "coniugare tutti gli ambiti della vita ecclesiale con questa nuova realtà culturale e sociale", fatta di "innovazioni tecnologiche, nuove opportunità di conoscenza, scambio e partecipazione;" ma anche di esposizione sempre maggiore ai poteri forti, sul piano politico ed economico. Nel concreto delle comunità locali, raccomanda la Cei, occorre "un’organica pastorale delle comunicazioni sociali" in grado di "rendere più incisiva la presenza della Chiesa nei media", anche attraverso "l’impegno di promuovere il ruolo e la formazione di tutti i comunicatori, ovunque essi operino". ” “” “