"Nessuno ne parla ma per il G8 di Genova c’è stato il quasi svuotamento di un paio di carceri, il trasferimento di tanti detenuti in altri istituti, poco importa se a mille chilometri di distanza da dove risiedono i loro parenti". A richiamare l’attenzione sulle condizioni dei carcerati è Vincenzo Andraous, condannato all’ergastolo e detenuto a Pavia dove usufruisce di permessi premio e lavoro esterno presso la comunità "Casa del Giovane" di Pavia.” “In una lettera pubblicata da "Gente veneta on line", la versione internet del settimanale della diocesi di Venezia, Andraous scrive, riferendosi alle misure di sicurezza: "mi colpisce questa originale e strana forma di prevenzione" anche perché, aggiunge "l’unica zona rossa che conosco è quel carcere che anche stavolta servirà al G8 di turno per contenere chi si lascerà trascinare in una sterile violenza". Così nell’attesa di veder confluire nelle celle "tante persone differenti per convinzioni, culture e antagonismi" Andraous, richiama le molte promesse fatte anche recentemente e non mantenute per il miglioramento della vita nelle carceri, chiedendosi, al di là dell’evento genivese, "perché non s’è costruito un altro paio di carceri e non si è provveduto a nuove assunzioni di agenti di Polizia penitenziaria, di educatori, di esperti, di assistenti sociali". Il detenuto commenta: "sembrava un investimento serio e notevole, ma si trattava di illusioni: quei soldi sono stati dirottati verso altri lidi". ” “