RAPPORTO OCSE: PIÙ ATTENZIONE A FAMIGLIA, IMMIGRAZIONE E POVERTÀ

"Affinché si realizzi uno sviluppo completo – ha detto oggi l’ambasciatore Alessandro Vattani, durante la presentazione del rapporto sulle prospettive dell’occupazione nei Paesi aderenti all’Ocse – ci sono tre ambiti di impegno verso i quali occorre dirigersi, coinvolgendo nel confronto anche coloro che non aderiscono all’Organizzazione. Politiche attive del lavoro a favore di famiglia e anziani prima di tutto; lotta contro la povertà e integrazione degli immigrati sono le sfide principali". In base all’indagine presentata nella sede del Cnel "in Italia e Spagna resta ancora troppo basso il rapporto fra tasso di fecondità e tasso di occupazione", ha detto Laura Bardone, ricercatrice dell’Ocse. "Nel Sud Europa – ha continuato – è esigua la percentuale di mamme che lavorano a tempo pieno e con un riscontro retributivo appagante. Questa situazione rispecchia uno stato generale di inferiorità che ancora oggi la donna è costretta a subire. Salari mediamente inferiori, scarsa comprensione da parte dei datori di lavoro di fronte alle esigenze parentali, diffusione ancora limitata del part-time sono gli ostacoli contro cui si infrangono aspettative e aspirazioni. Si aggiunga il fatto che sono in aumento le famiglie monoparentali, nelle quali la mamma, da sola, deve accudire i figli e mantenere il proprio posto di lavoro e non sempre lo Stato assicura strutture, o sussidi, per far fronte alla cura e alla custodia soprattutto dei figli più piccoli. "Politiche attive e non solo assistenziali – ha concluso la Bardone – sono le più urgenti, perché le esperienze in positivo di Svezia e Finlandia dimostrano che conciliare famiglia e lavoro oggi è possibile". Sulla questione povertà, lo studio Ocse mette in evidenza che "non è sufficiente avere un lavoro per non essere considerati poveri – ha spiegato Norman Bawers, capo della divisione delle politiche del lavoro –. Spesso il fatto di svolgere mansioni umili e degranti è causa del mantenersi in una situazione persistente di povertà. Un accenno anche alla questione immigrazione. "Gli stranieri portano il peso della recessione – ha concluso Bawers – e possono veramente aiutare la nostra economia. Ma ciò che resta fondamentale, al di sopra di qualsiasi altra scelta, è una reale integrazione".