G8 : CARD. TETTAMANZI, "PROVO GRANDE PENA PER L’UMILIAZIONE INFERTA ALLA CITTÀ"

"Quando sono arrivato a Genova, come vescovo di questa città, ho conosciuto i tanti problemi da risolvere. Mi chiedevano: che cosa farà per i genovesi? Ho risposto: come vescovo cercherò di pregare". Così ha fatto anche questa volta il cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Genova, celebrando una Messa per i giornalisti domenica 22 luglio, nell’ultimo giorno del G8. Nell’omelia ha voluto esprimere la sua "grande pena per l’umiliazione inferta alla amatissima città di Genova: una vita stroncata, troppi feriti, tanti cittadini vittime di una violenza devastatrice". Di fronte a tanta pena – ha osservato l’arcivescovo – è naturale chiedersi da che parte stiano le responsabilità e che cosa si possa fare di fronte a fatti così sconvolgenti. La risposta, ha detto, sta nel chiamare in causa noi stessi come credenti, noi per primi nel superare ogni forma d’ambiguità e di commistione. A partire da oggi, ha chiesto il cardinale, ognuno deve chiedersi: "Che posso fare? Quale può essere la mia parte?"” “Allo stesso modo il Papa, in occasione della recita domenicale dell’Angelus da Castel Gandolfo, ha espresso "dolore e amarezza per le ostilità che sono esplose" a Genova e ha chiamato ciascuno ad una personale assunzione di responsabilità per il futuro del mondo. "La violenza – ha detto Giovanni Paolo II – non è la strada per giungere ad un’equa soluzione dei problemi esistenti. A tutti coloro che hanno veramente a cuore i diritti dell’uomo, rinnovo l’incoraggiamento a perseverare nell’impegno per un mondo più giusto e solidale".” “