L’equazione tra giovani e violenza, oltre che "falsa", è "pericolosa". Legge così Mario Pollo, docente alla Pontificia Università Salesiana, i giorni del G8 di Genova. In un’intervista che verrà pubblicata sul Sir di domani, il sociologo si sofferma sull’analisi della maggioranza "silenziosa" dei giovani, ignorata dai media: "Genova commenta Pollo non è stata per noi un evento reale, ma massmediatico. ‘equazione tra giovani e violenza è ‘facile’, fa aumentare le tirature o l’audience, ma è falsa: la grande maggioranza dei giovani che hanno manifestato a Genova non erano violenti, ma semmai vittime della violenza, non protagonisti di essa. Oltre che falsa, l’equazione tra giovani e violenza è pericolosa, perché ha effetti negativi sul mondo giovanile, la cui immagine ne esce fortemente indebolita". A livello più generale, osserva il sociologo, Genova è stata per il mondo cattolico "il segno del risveglio, anche se ancora informa e magmatico, di una passione politica: in una stagione in cui l’istanza sociale sembrava scomparsa, riaffiora la voglia di ‘fare politica’, di dar voce a nuovi diritti di cittadinanza". Per il futuro, conclude Pollo, la maggioranza "silenziosa" dei giovani, presente anche a Genova, potrebbe acquistare "voce" grazie ad una felice contaminazione tra Genova e…Tor Vergata: "Per superare il pericolo di un arroccamento un po’ consolatorio nel proprio mondo, i giovani credenti dovrebbero far tesoro dell’esperienza della Gmg, che ha consentito loro di rafforzare la propria identità e appartenenza ecclesiale, e nello stesso tempo scoprirsi pronti a ricominciare sempre dalla ‘fatica’ del dialogo, cercando come ha fatto la maggioranza dei giovani a Genova ciò che è in comune con chi è diverso da sé in vista della costruzione di un mondo più giusto, abitabile e solidale".