IMMIGRATI: SEMPRE PIÙ IMPRENDITORI MA SEMPRE IN CERCA DI ALLOGGIO

“Immigrati, gli utili invasori”, si intitola così la ricerca di Maurizio Ambrosini che ha censito le cooperative e le imprese create dagli immigrati. A Milano se contano già più di 4000. E nella sola provincia di Bergamo le imprese create e amministrate da immigrati sono 536, per un totale di 758 persone impiegate, secondo i dati forniti dalla locale Camera di Commercio. Sono le più varie le nazionalità degli stranieri che hanno realizzato queste imprese: 41 dall’Albania, 74 dall’Egitto, 107 dal Marocco, 52 dalla Cina, 54 dal Senegal, 34 dalla Tunisia, 24 dalla Nigeria, 14 dalla ex Jugoslavia. I settori ai quali si rivolgono di più gli stranieri extracomunitari per creare delle imprese sono l’industria e l’artigianato, seguito dai servizi e dal commercio. ” “”Fino a qualche anno fa gli immigrati nelle nostre zone rimanevano a svolgere i lavori più umili nelle imprese di pulizia, nell’edilizia, nell’assistenza gli anziani. Ora aprono ristoranti, negozi di alimentari o di telefoni, piccole botteghe artigiane”, commenta Giulio Baroni, responsabile della comunità Ruah di Bergamo, da diversi anni impegnata a fianco degli immigrati in collaborazione con la Caritas. Ma i problemi non mancano: “Anzitutto la burocrazia – spiega Baroni – anche per aprire una piccola attività le pratiche burocratiche da svolgere sono molte, poi ci sono molti controlli. In più si aggiungono altre complicazioni legate alla nazionalità straniera. Un altro grave ostacolo da superare è la carenza di alloggi. Mancano case per gli immigrati. Molti di essi, pur avendo un posto di lavoro fisso e il permesso di soggiorno in regola, dormono nei vagoni ferroviari e nelle case diroccate perché non trovano un’altra abitazione. Senza dubbio questo è dovuto al fatto che nella nostra provincia c’è penuria di alloggi, ma anche al fatto che diversi proprietari non intendono ancora affittare agli stranieri”.” “