Di fronte al “mare odierno dell’opinione pubblica o al grosso gigante dell’era informativa, siamo un poco tutti come Giona e come Davide”. Con queste due immagini bibliche, stamattina, ha introdotto la sua relazione mons. Enzo Pelvi, vescovo ausiliare di Napoli, al convegno dei cooperatori paolini, “Predicatelo dai tetti”, iniziato ieri ad Ariccia. Sono tre, per il presule i tratti fondamentali del cooperatore: “L’uomo dell’esperienza forte di Dio, che sta dinanzi agli avvenimenti allo scopo di scandagliarne significati sempre nuovi ed arricchenti; l’apostolo della parola, che si sente ‘afferrato’, ‘sedotto’, ‘sorpreso’, ‘sopraffatto’ da Dio; l’orante nello Spirito, che si fa intermediario tra il Signore ed i fratelli”. ” “Il cooperatore, dunque, a giudizio del vescovo ausiliare, deve sforzarsi di essere “maestro di interiorità e guida sicura per l’uomo smarrito del nostro tempo”, anche in riferimento “alla crescente unità europea”, che, vista sotto il profilo spirituale, “coinvolge nella missione e nella testimonianza gli operatori della comunicazione”. La passione per l’annuncio, suggerisce mons. Pelvi, si traduce nel “dire e ridire la fede al mondo di oggi, perché vi riconosca la speranza evangelica, capace di aprire varchi anche nel muro dell’indifferenza. Ciò che è bello va gridato dai tetti”. La comunicazione, pertanto, è “un imperativo”: occorre “annunciare con insistenza”, sapendo che “la verità è il Signore”. “Il servizio alla verità – ricorda il presule – va reso con costanza e tenacia, coniugando sapienza ed efficacia, verità e carità; ammonendo, rimproverando, esortando, vigilando, sopportando ed adempiendo quanto è affidato ai comunicatori del Vangelo”. “Solo con occhi e orecchie positivi – conclude mons. Pelvi – si può cogliere la spiritualità presente negli stessi media, che hanno bisogno, oggi più che mai, di un supplemento di spiritualità”.” “