"Le politiche per l’immigrazione in Italia devono muoversi su due binari precisi: quelli della legalità, ma anche della piena integrazione di quanti arrivano nel nostro Paese spesso fuggendo da condizioni disperate". A ribadire le posizioni della Caritas italiana in materia di immigrazione è il direttore, don Vittorio Nozza, all’indomani delle dichiarazioni dei ministri Bossi e Maroni che propongono, per gli immigrati, solo contratti di lavoro a termine. Don Nozza ricorda che "l’immigrazione in Europa e nel nostro Paese rappresenta oggi uno dei fenomeni più importanti ed interessa direttamente l’evoluzione della nostra società sotto l’aspetto economico, culturale, sociale, demografico e religioso". "Il nostro Paese sottolinea don Nozza – è chiamato ad assicurare condizioni civili di accoglienza, di integrazione, di valorizzazione della diversità. Vanno promossi e attuati percorsi e processi di integrazione nelle diverse realtà territoriali, che facciano assumere stabilità all’immigrazione regolare. Un buon inserimento è un ottimo antidoto a percorsi di devianza e criminalità, sicuramente più efficace di qualsiasi misura repressiva". "Non possiamo pretendere una immigrazione funzionale al nostro solo benessere aggiunge – che avalla l’equazione immigrato uguale forza lavoro: un lavoratore straniero che crea ricchezza otto ore al giorno e poi nelle ore di riposo e nei giorni festivi scompare dalla circolazione! L’immigrato è prima di tutto una persona con un proprio specifico vissuto, una propria storia, una propria famiglia, una rete di relazioni". Il direttore della Caritas accenna, ad esempio, alla presenza di 140.000 figli di immigrati nelle scuole, che potrà diventare "un’utile palestra di tolleranza e convivenza pacifica". "Pertanto – conclude – lo sforzo da fare oggi è quello di impegnarci insieme (istituzioni, imprese, società civile) per progettare un futuro comune dove per tutti esistano uguali diritti e doveri incominciando da quello di una comune cittadinanza".