NOTA SETTIMANALE. Pubblichiamo il testo integrale della nota Sir di questa settimana

Ascoltare le attese più intime dei nostri contemporanei, prenderne sul serio desideri e ricerche, con la consapevolezza della "novità irriducibile del messaggio cristiano". Di più della "paradossalità dell’esperienza cristiana", che già era ben presente nella lettera a Diogneto, un intrigante testo del secondo secolo opportunamente richiamato negli Orientamenti pastorali: i cristiani sono uomini e donne come tutti gli altri, ma sono chiamati a trasmettere la "differenza evangelica nella storia".” “E’ un documento intenso quello della Cei, franco ed onesto, ma non pesante: è una forma di dialogo serrato con questo Paese che ancora nel nuovo secolo non può non dirsi cristiano, ma è chiamato a "discernere ogni forma di idolatria". Quella che assume le forme suadenti o vuote dell’eterno presente rutilante ma povero del sistema della comunicazione e del consumo globale.” “E’ un documento realistico, che tien conto della "comunità eucaristica", cioè del cerchio più stretto di chi partecipa attivamente, ma anche della più larga realtà dei "battezzati" che reclamano forme nuove ed inedite di attenzione. Che sollecita la Chiesa ad essere interlocutore attento, a collaborare con tutti "gli uomini di buona volontà", per il bene comune, nella politica, nell’economia, nella vita sociale. Con la consapevolezza, più volte rilanciata dal Papa, che non c’è rinnovamento, anche sociale che non parta dalla contemplazione.” “Come tenere insieme tutte queste sollecitazioni, come rispondere alle priorità che il documento puntualmente elenca, a partire dai giovani e dalla famiglia? Nel documento emergono due riferimenti, che vengono dall’esperienza antica e recente: l’iniziazione cristiana come modello, per avvicinare tutti con una proposta essenziale, semplice ma anche esigente e il progetto culturale come risorsa, per il discernimento, ma anche per la messa in comune delle energie, in particolare dei laici. Perché le attese, anche inespresse, sono tante: prima di tutto di senso.” “Ecco il tema della comunicazione (del vangelo), che fa rima con speranza, con missione e con comunione, con libertà e con verità, con le parole chiave insomma del documento. Un documento per l’Italia, un documento di respiro cattolico: cioè universale, per tutti. Non importa in fin dei conti sapere se i cattolici sono maggioranza o minoranza, ma se hanno una parola da dire: una parola di speranza per ciascuno, chiunque esso sia, per una società che sta faticosamente cercando ragioni di futuro.” “” “” “