Sarà un incontro in anticipo rispetto alle date del vertice dei G8 (20-22 luglio) non “per indebolire o smarcarsi dal movimento della società civile”, ma per dare “un contributo concreto, senza correre il rischio di coinvolgersi nelle degenerazioni violenze, contrarie ai valori del cattolicesimo e controproducenti per gli ultimi della terra”. Così è stato presentato oggi a Roma l’incontro nazionale delle associazioni cattoliche alla vigilia del G8 intitolato “Sentinelle del mattino: guardiamo il G8 negli occhi” che si terrà a Genova il 7 e l’8 luglio, nel corso del quale verrà presentato il “Manifesto” indirizzato ai leaders dei G8 e sottoscritto da una sessantina di organizzazioni. L’iniziativa – hanno precisato i responsabili di Acli, Azione cattolica, Agesci, Comunità di S.Egidio, Volontari nel mondo-Focsiv – è stata elaborata ed è destinata soprattutto ai giovani “in quanto saranno loro a doversi confrontare di più con la globalizzazione”. Oltre alle proposte concrete rivolte ai G8 – tra l’altro, remissione debito estero, tobin tax, regole nel commercio internazionale, applicazione del protocollo di Kyoto – le associazioni cattoliche puntano molto sulla crescita di sensibilità nella comunità cristiana, con un’attenzione educativa di fondo. “Noi non siamo contro la globalizzazione – ha spiegato Riccardo Moro, coordinatore dell’iniziativa – ma per una globalizzazione governata da regole, con il primato dei valori sull’economia”. Luigi Bobba, presidente delle Acli, ha ricordato che “ogni cattolico, come qualsiasi cittadino, è libero di pensare in maniera diversa, ma l’insegnamento del Papa sulla globalizzazione, con i rischi della degenerazione in forme di neocolonialismo, è chiaro, ed ogni credente dovrebbe tenerne conto”. A proposito della annunciata costituzione (da parte del governo italiano e con le multinazionali farmaceutiche come interlocutrici) di un fondo complementare contro le malattie, Sergio Marelli, presidente di Volontari nel mondo-Focsiv, ha contestato queste “iniziative spot che lasciano il tempo che trovano se non si inseriscono in cambiamenti strutturali capaci di dare uno sviluppo sostenibile per tutto il pianeta”.