PAPA: IL VIAGGIO IN UCRAINA È STATO “UN’ESPERIENZA INDIMENTICABILE”

Un “atto di omaggio” ad un popolo dalla “lunga e gloriosa storia di fede, di testimonianza e di martirio”. Così il Papa, nel corso dell’udienza generale, ha definito oggi il suo recente viaggio in Ucraina. Porgendo “un saluto rispettoso e fraterno alla Chiesa ortodossa”, che in quel paese “raccoglie un gran numero di fedeli e che nel corso dei secoli ha arricchito la Chiesa universale con la testimonianza di fedeltà a Cristo di tanti suoi figli”, Giovanni Paolo II ha esortato l’Ucraina a proseguire nel “cammino di libertà e di speranza intrapreso” e a “consolidare la sua identità nazionale ed europea, rimanendo ancorata alle proprie radici cristiane”. Definendo, poi “un’esperienza indimenticabile” le celebrazioni eucaristiche di Kiev e Leopoli,in rito latino e in rito bizantino-ucraino, il Papa ha sottolineato che l’Ucraina costituisce “un significativo laboratorio” in cui “coesistono la tradizione cristiana orientale e quella latina”: e proprio dalla sua “peculiare vocazione ecumenica”, ha detto Giovanni Paolo II spiegando che il suo pellegrinaggio ha voluto essere “un omaggio alla santità” in una “terra intrisa di sangue di martiri”, l’Ucraina può “attingere rinnovato entusiasmo apostolico” per comunicare questa “eredità” spirituale alle nuove generazioni. Tra gli altri momenti del suo ultimo viaggio apostolico, il Santo Padre ha ricordato l’incontro con il Consiglio panucraino delle Chiese e delle organizzazioni religiose, definendolo “un’istituzione che promuove i valori spirituali, favorendo un clima di intesa tra comunità religiose diverse”: del Consiglio, infatti, oltre alle diverse Chiese cristiane, fanno parte anche le comunità ebraica e musulmana ed altre confessioni religiose.