PROSTITUZIONE: FONDAZIONE REGINA PACIS, “SULLA STRADA CI SONO RAGAZZE ALL’OTTAVO MESE DI GRAVIDANZA”

La criminalità albanese utilizza per la prostituzione ragazze dell’Est in stato di gravidanza, anche al settimo e all’ottavo mese, godendo per di più del permesso di soggiorno per motivi di salute. A denunciarlo è la Fondazione Regina Pacis che su questa “triste realtà nella giungla del fenomeno della tratta” ha informato con una lettera il sottosegretario al ministero dell’Interno, Alfredo Mantovano. “La situazione – racconta don Cesare Lodeserto, presidente della Fondazione – è di una estrema gravità e sono tante le ragazze in stato di gravidanza, anche al settimo ed ottavo mese, sulle strade della prostituzione. Un esempio drammatico è dato da Bari, dove lo squallido sistema è fortemente utilizzato dalle attività criminali”. “Una ragazza in stato di gravidanza – spiega don Lodeserto – non può essere espulsa ed ha diritto ad un permesso di soggiorno per motivi di salute, per cui rimane legalmente nelle mani del crimine. Ci sono degli interrogativi – aggiunge il presidente della Fondazione – ai quali devono rispondere le autorità competenti”. Nella lettera ad Alfredo Mantovano, la Fondazione – da tempo impegnata nella difesa delle donne ridotte in stato di schiavitù – chiede “la salvaguardia ed il rispetto della maternità, perché non cada nella commercializzazione del sesso; la punizione severa dei clienti e degli sfruttatori, consapevoli di tale situazione; la difesa dei bambini, prossimi alla nascita, dalla grave situazione di degrado sociale e possibile utilizzo per scopi criminali”. “L’appello – spiega il presidente della Fondazione – va alle autorità di competenza perché intervengano con estrema determinazione per monitorare le ragazze in stato di gravidanza ancora in attività nella prostituzione. Ma anche ai Tribunali per i minorenni si chiede di seguire l’evoluzione della gravidanza, perché i piccoli che nasceranno non vengano venduti o utilizzati per traffici illeciti. La pena sia grave per gli sfruttatori di queste ragazze e per i clienti”.