Sul prossimo raduno dei G8, in programma dal 20 al 22 luglio a Genova, ci vogliono "concessioni politiche", e non solo operazioni "di immagine". A farlo notare è "Civiltà cattolica", in un articolo anticipato oggi in cui padre Michele Simone traccia un primo bilancio dell’esordio del governo Berlusconi. L’organizzazione del "summit" di Genova, per i gesuiti, è "un punto sul quale il governo cerca di far convergere il consenso anche dell’opposizione dell’Ulivo". La "linea di apertura" ai gruppi "che si oppongono alla globalizzazione", scelta dal nuovo Ministro degli Esteri, Renato Ruggiero, è per Civiltà cattolica "indubbiamente positiva, ma comporta concessioni politiche e non una semplice gestione dell’immagine". L’auspicio, comunque, di Simone è che "i tentativi riescano a raggiungere l’obiettivo, anche perché non è in gioco il governo, ma il ruolo e l’immagine del Paese, oltre che il futuro di milioni di persone dei Paesi poveri". Tra i temi più urgenti che il vertice dei G8 dovrà affrontare, "Civiltà cattolica" elenca il problema del debito dei Paesi poveri, il "rispetto dei diritti civili e delle politiche di riduzione della povertà da parte di quei Paesi" e la questione "dell’apertura dei propri mercati e delle maggiori risorse da offrire ai Paesi poveri che conducano politiche corrette, da parte dei Paesi ricchi". In attesa "di vederlo all’opera per il bene dell’Italia", i gesuiti non esprimono "alcun giudizio" sul nuovo governo, che ha tuttavia ottenuto un "avvio di dialogo sui punti programmativi, di convergenza tra maggioranza e opposizione" su ambiti come la politica estera, ed europea in particolare. ” “” “