"Lo stop al riordino dei cicli non appare questione di dettaglio, legata alle poche settimane a disposizione o al difficile se non impossibile reperimento delle risorse finanziarie. Piuttosto è stata presentata da tempo come una questione di sostanza, accentuando la contrapposizione tra una riforma ‘della sinistra’ cui rispondere invece, da parte della nuova maggioranza di governo, con un disegno diverso, non ancora reso noto", scrive Alberto Campoleoni, esperto di problemi della scuola, in una nota che verrà pubblicata sul prossimo numero del Sir. ” “"Non è possibile, certo, accontentare tutti prosegue Campoleoni – e le riforme dividono. Ma non è nemmeno utopistico chiedere a chi ha responsabilità politica, di mettere da parte i toni delle battaglie ideologiche e gli interessi di schieramento a vantaggio del bene comune". Ad avviso di Campoleoni, "servono gesti distensivi, serve considerare il buono fatto nel percorso precedente, mettendo in atto i correttivi e gli aggiustamenti del caso. Non siamo all’anno zero, per la scuola. E i pedagogisti che in questi anni hanno lavorato al riordino dei cicli, alla definizione dei curricoli e quant’altro, non erano certo solo studiosi ‘di regime’. Da settembre, allora, niente riforma. Ma che non sia tutto come prima, anche per non demotivare ulteriormente chi nella scuola vive e lavora, tirato per la giacchetta a destra e a sinistra, nella speranza pluridecennale di cambiamenti ‘epocali’ della propria situazione, con il risultato di trovarsi ancora a misurarsi con una frustrante realtà sempre uguale".” “