CHIESE LOCALI E CARITÀ "GLOBALE": INIZIATIVE DIOCESANE

Un aspetto evidente della globalizzazione è il sempre più massiccio spostamento di persone dai paesi poveri verso quelli del benessere, tra cui l’Italia. La Caritas diocesana di Bologna, ad esempio, ha presentato nei giorni scorsi il bilancio degli immigrati in città e nel territorio. La responsabile del settore, Paola Vitiello, sottolinea che "insieme a fasce con un inserimento sociale ancora precario, sono presenti persone e famiglie che hanno già affrontato, negli anni scorsi, la fase più difficile del proprio percorso migratorio, risolvendo gli aspetti relativi a regolarizzazione, lavoro, casa, scolarizzazione. Per molti di loro – prosegue Vitiello – il problema rimane quello di sentirsi soli in mezzo a tanti ‘stranieri’, ancora ‘estranei’ alla vita sociale e culturale di una città che tende a rinchiudersi nella sua diffidenza". In totale gli immigrati nel bolognese, secondo le stime Caritas, ammontano a 30.660. Nel solo anno 2000 sono stati seguiti 839 nuovi casi di singoli e famiglie, provenienti da 64 paesi diversi. L’area geografica maggiormente rappresentata è l’Europa dell’est (39%), seguita da Africa settentrionale (27%), Africa centro-orientale (12%). Le donne rappresentano il 64% del totale.” “L’aiuto ai paesi poveri da parte delle diocesi italiane si manifesta anche come contributo diretto in campo sanitario, scolastico, educativo. Ad esempio, Il Gruppo missionario "Luisa Guidotti" di Modena, intitolato alla dottoressa missionaria che venne uccisa in Zimbabwe nel 1979, da anni è impegnato ad aiutare il paese africano: invia aiuti all’ospedale "Luisa Guidotti", alla missione "All Souls" (orfanotrofio e scuola), alla diocesi di Harare, dove è sita la missione stessa. Il paese africano vive l’emergenza dell’Aids che ha colpito un decimo della popolazione, mentre la vita media è caduta da 55 a 40 anni. (segue) ” “