MEDIO ORIENTE: GIRO (SANT’EGIDIO), “UN INCONTRO ECUMENICO PER FERMARE IL CONFLITTO”

“Un incontro ecumenico di tutte le chiese cristiane per la convivenza pacifica in Terra Santa”. La proposta è della Comunità di Sant’Egidio ed a rilanciarla oggi è Mario Giro, esperto di politica internazionale. In un’intervista al Sir, il rappresentante della Comunità fa il punto della drammatica situazione che si è venuta a creare in Medio Oriente all’indomani del grave attentato sferrato da Israele contro il capo del Fronte per la librazione palestinese, Abu Ali Mustafa. “Di fronte a questi episodi – commenta Giro – è chiaro che la prima sensazione è quella di una situazione molto grave che si deteriora ogni giorno. E’ difficile dire quando la situazione sarà talmente degradata da non poter più essere recuperata. Ma una cosa è certa: per i due contendenti non c’è altra alternativa se non quella di ritrovare un quadro di negoziato. Perché comunque si vedano le cose, in una situazione del genere, non ci possono essere né vincitori né vinti”. Le condizioni di partenza per un nuovo negoziato sono – a parere dell’esperto – un ridimensionamento degli insediamenti israeliani; la promozione di azioni forti per mettere fine al terrorismo palestinese; la rimozione dello stallo economico ed un maggiore sforzo da parte della comunità internazionale per “spostare il conflitto da un terreno militare ad uno politico”. “Credo però – aggiunge Giro – che sia importante anche promuovere gesti simbolici forti. La proposta fatta dalla Comunità di Sant’Egidio è quella di promuovere un grande incontro ecumenico cristiano per la convivenza in Terra Santa. Si tratta cioè di costruire su quanto ha già fatto il Papa durante il suo viaggio in Terra Santa. In fondo i cristiani sono la terza parte di questo conflitto e ne sono più che altro le vittime. Un incontro ecumenico cristiano potrebbe essere un gesto forte che smuove e richiama la coscienza del mondo”.