“Promette film che hanno ‘voglia di cambiamento e di cercare nuove strade’, il direttore Alberto Barbera per questa 58.ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (la sua terza). Un totale di 140 opere di ogni formato e genere, per una kermesse che si offre all’attenzione nazionale e internazionale con le stimmate indelebili della ricerca e dell’autorialità doc”, afferma don Giovanni Desio, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Ravenna-Cervia, commentando l’apertura della Mostra del cinema di Venezia. ” “”Come sempre – prosegue il critico – il profilo è più ricercato e meno immediatamente glamour di quanto possa garantire ogni anno la concorrente Cannes, ma per il Lido, con la sua aria dimessa e la impropria passerella che si ritrova, è meglio così: meglio puntare su un rigore più austero e meno griffato, senza per questo rinunciare alla presenza di maestri consacrati e divi ricercati. Sarà l’anno di A.I., il kolossal offerto a Spielberg da Kubrick, ma già la scelta di non metterlo in apertura la dice lunga, avendogli Barbera preferito un kolossal eurocentrico come il post-western Dust di Milcho Manchevski, opera seconda di un regista che proprio qui a Venezia aveva vinto il Leone d’Oro con Prima della pioggia. O piuttosto sarà l’anno di Eric Rohmer, incredibile presenza al Lido con il suo nuovo film La nobildonna e il duca (opera girata in digitale in cui rilegge la Rivoluzione Francese), ma soprattutto con la sua rarissima persona”. Insomma, conclude Desio, “non c’è certo il rischio che in Laguna l’acqua sia morta”.” “