SERVIZIO CIVILE FEMMINILE: DON A. CECCONI (CARITAS), “GARANTIRE UN SERVIZIO DI QUALITÀ”

“Il Servizio civile aperto alle donne è una felice evoluzione dell’Anno di volontariato sociale (Avs), attivo da oltre 20 anni nell’associazionismo cattolico. Sviluppato più nel Centro-Nord che al Sud, in questi anni ha raccolto oltre duemila ragazze in 50 diocesi”. Commenta così don Antonio Cecconi, vicedirettore della Caritas italiana e responsabile dell’Area nazionale la notizia diffusa ieri dell’apertura del servizio civile alle donne. Un’apertura, tuttavia, accompagnata dalla “preoccupazione di non essere all’altezza della disponibilità delle ragazze che sono tante. Occorre garantire loro un servizio civile di qualità e all’altezza delle loro attese formative. Un’altra preoccupazione, limitata a zone ad alta disoccupazione, è che il Servizio civile possa diventare una variante dei lavori socialmente utili. Su questo bisognerà parlare chiaro ai giovani”. Don Cecconi si dice poi convinto che il Servizio civile al femminile non accrescerà i problemi del Servizio civile nazionale: “Il Servizio civile – prosegue il vicedirettore della Caritas – non è una spesa ma un investimento per lo Stato che a fronte di una spesa limitata riceve l’apporto qualificato di migliaia di giovani e li prepara ad entrare nel mondo del lavoro, nella società. La speranza è che il Governo mostri tutta la sua concreta attenzione al Servizio civile nazionale già nella prossima finanziaria, garantendone il pieno funzionamento “.” “Secondo alcune stime si calcola che siano 80 mila gli obiettori di coscienza impiegati negli oltre 5000 enti sparsi in Italia, dai Beni culturali all’assistenza dei bisognosi, dalle segreterie di enti e istituzioni alla sorveglianza di chiese e monumenti. Nel 1999 sono state 120 mila le domande. ” “” “” “