ABORTO, FETI ANORMALI: VESCOVI TAILANDESI, “UN CRIMINE”

“Uccidere nel grembo materno i bambini anormali è sbagliato e disumano”: a ribadirlo sono i vescovi tailandesi, in risposta ad una recente proposta dei medici locali di estendere la legge sull’aborto anche ai feti che presentano anomalie o handicap. Attualmente – spiega l’agenzia Fides, rilanciando la notizia – la legge in Thailandia autorizza le donne ad interrompere la gravidanza solo quando è in pericolo la salute della madre o in caso di violenza sessuale. Visto che, sostengono invece i medici, “oggi la scienza medica è in grado di indagare sulla salute del bambino mentre è ancora nel grembo materno”, l’aborto deve essere consentito “anche quando il feto è riconosciuto anormale, in quanto può costituire una minaccia per la salute mentale della madre”: le uniche due condizioni poste sono “il consenso del marito legittimo” e, per le minorenni, quello dei genitori. Tale proposta – ribatte il card. Michael Meechai Kitbunchoo, arcivescovo di Bangkok – “non solo è moralmente sbagliata, ma è anche un modo improprio di risolvere un problema sociale”, poiché non prende in considerazione i fattori morali, “i valori e la mutua responsabilità”. Per il cattolicesimo, ricorda infine il cardinale, “mettere fine alla gravidanza è il crimine più detestabile”, e “la pace non sarà possibile finché viene distrutta la vita”. ” “” “