“Viene da noi per verificare la nostra fede”, per “rinsaldare i legami di fedeltà nelle nostre famiglie, la nostra specifica vocazione di battezzati, di consacrati, di impegnati nel sociale”. Saluta così mons. Salvatore Boccaccio, vescovo di Frosinone-Veroli-Verentino, la visita pastorale di Giovanni Paolo II nella diocesi ciociara, in programma domenica prossima, 16 settembre, a Frosinone. “Le nostre parrocchie – scrive il vescovo, nella preghiera da lui composta per l’occasione – siano attente alle tristezze, alle speranze e alle gioie egli uomini che ci vivono accanto, per divenire missionari di speranza, luce e sale, conforto e dono, lievito e pace”. Dall’incontro con il Santo Padre, mons. Boccaccio si augura per la diocesi – che a metà ottobre celebrerà il suo convegno ecclesiale (il primo dopo l’ingresso del nuovo vescovo) – “un forte risveglio di fede e una rinnovata Pentecoste nell’annuncio e nello spirito missionario”. La diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino è impegnata da circa un anno in un cammino di formazione che sta coinvolgendo sacerdoti, religiosi e laici”, in risposta alla prima lettera pastorale di mons. Boccaccio alla diocesi, “Gesù nostra speranza”, pubblicata nell’autunno del Duemila, in cui viene proposto agli operatori pastorali un percorso quinquennale. Tra gli obiettivi indicati dal vescovo ai fedeli della diocesi, che conta circa 190 mila abitanti, “la priorità della spiritualità; la missione invece che la conservazione dell’esistente; i laici come soggetti della pastorale affianco a sacerdoti e religiosi; una Chiesa che testimoni il Vangelo e non solo che ‘distribuisca’ sacramenti”. ” “” “