E’ stata un’udienza senza applausi – per espresso desiderio del Santo Padre – quella tenuta oggi dal Papa a San Pietro, che si è conclusa con una speciale preghiera dei fedeli. “Per i feriti e i sofferenti degli insensati atti terroristici – ha pregato il Papa – , perché ritrovino presto stabilità e salute, e di fronte al dono della vita alimentino nei loro cuori desideri di costruzione, di collaborazione e di servizio per ogni forma di vita, liberi da rancori e da sentimenti di vendetta e diventino operatori di giustizia e costruttori di pace. Per i fratelli e le sorelle che hanno trovato la morte nella follia della violenza, perché il loro morire non sia vano ma lievito per tempi nuovi di fratellanza e collaborazione tra i popoli”. Il Papa, inoltre, si è rivolto alle Chiese d’Oriente e di Occidente, e in particolare alla Chiesa statunitense, affinché “alimentino nei cuori desideri di riconciliazione e di pace e si adoperino per la costruzione della civiltà dell’amore”. Un compito, questo, che spetta a “tutti coloro che portano il nome di cristiani” e ai “responsabili delle nazioni, perché “facciano di tutto per evitare che le armi di distruzione seminino nuovo odio e nuova morte e si sforzino di illuminare il buio delle vicende umane con opere di pace”. Nella prima parte dell’udienza, il Papa ha espresso di nuovo al presidente degli Stati Uniti e ai cittadini americano il suo “più vivo cordoglio”, unito al “profondo dolore per gli attacchi terroristici che nella giornata di ieri hanno insanguinato l’America, causando migliaia di vittime e numerosissimi feriti”. “Mai le vie della violenza – ha ribadito il Pontefice – conducono a vere soluzioni dei problemi dell’umanità”, e quello di ieri è stato “un giorno buio nella storia dell’umanità, un terribile affronto alla dignità dell’uomo”. “Selvaggia efferatezza” e “inaudita ferocia”: queste altre espressioni usate dal Pontefice per descrivere tragedie come quella americana, “capaci in un attimo di sconvolgere la vita serena e operosa di un popolo”.