“La violenza va isolata e va rifiutata nel modo più assoluto possibile e ci auguriamo anche che questa gravissima provocazione, da deprecare incondizionatamente, non inneschi una serie di ritorsioni di altrettanza violenza e morte”. E’ il commento del Patriarca di Venezia cardinale Marco Cè, a seguito degli attentati di ieri negli Stati Uniti, che definisce “una delle giornate più drammatiche della nostra storia dopo l’ultima guerra mondiale”. Il cardinale Cè ricorda “che la strada da seguire non è la violenza, ma la politica, la razionalità del dialogo per trovare soluzioni che, non solo rendano inoffensivi i violenti, ma creino assetti mondiali più giusti”. L’invito è a risolvere “alcune situazioni esistenti nel mondo”, che “diversamente rimarranno come buchi neri che mettono in circolazione tossine incontrollabili”. “Noi credenti – aggiunge – dobbiamo pregare e impegnarci in prima linea per la pace e la concordia, dobbiamo anche collaborare a costruire la cultura della non-violenza, del dialogo e della pace”, per cui “l’unica strada è la solidarietà tra i popoli”. Esprime la sua “sincera e fraterna vicinanza al popolo americano” e la sua “preoccupazione per il crescente e indiscrimato ricorso alla violenza” anche mons. Flavio Roberto Carraro, vescovo di Verona, ricordando che “l’arma della violenza, nella sua infinita gamma di modalità in cui si manifesta, è sempre espressione di debolezza”. Per questo invita a pregare per “invocare pace, perdono e riconciliazione”, organizzando veglie ed incontri nelle parrocchie. Una veglia di preghiera sarà presieduta da mons. Carraro il 16 settembre (ore 21) nella cattedrale di Verona. Anche il vescovo di Triestre mons. Eugenio Ravignani invita i parroci e i sacerdoti triestini a “guidare la preghiera delle comunità parrocchiali” perché “nel dialogo e nell’accordo si possa costruire un futuro di pace”. Mons. Ravignai presiederà una celebrazione eucaristica in cattedrale il 16 settembre (ore 19).