ATTENTATI USA, INCONTRO DI SARAJEVO: H. VÖCKING (CCEE), “IL DIALOGO DEVE CONTINUARE”

Di fronte alla catastrofe che ha colpito gli Stati Uniti, gli uomini religiosi devono continuare a promuovere il dialogo, educare gli uomini e le donne alla pace, intervenire a livello morale e politico per porre dei limiti alla ricerca scientifica e tecnologica. Sono queste le prospettive future su cui le religioni devono lavorare perché crimini simili contro l’umanità non si ripetano più. A tracciarle è Hans Vöcking, moderatore del Comitato “Islam in Europa” nato nel 1997 su iniziativa congiunta del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) e dalla Conferenze delle Chiese europee (Kek). Il Comitato ha promosso proprio in questi giorni a Sarajevo un convegno sul tema “Cristiani e musulmani in Europa: responsabilità e impegno religioso in una società pluralistica” che si concluderà domenica 16 settembre con la firma di “un messaggio ai credenti dell’Europa”. “Non si può mai separare – afferma Vöcking – l’impegno religioso da un impegno politico. Gli eventi drammatici che sono accaduti negli Stati Uniti rappresentano una catastrofe per l’umanità intera e dimostrano molto chiaramente fino a che punto l’uomo è capace di arrivare. Ma da questi fatti bisogna anche trarre delle conclusioni”. Innanzitutto, aggiunge, “i responsabili religiosi devono entrare di più nel dialogo per cercare di capire insieme come aiutare gli uomini e donne nel loro impegno per la pace”. Altro fronte di lavoro comune è quello sulla formazione umana. “L’educazione alla pace – dice Vöcking – è uno strumento che dà la garanzia perché non ci siano più uomini capaci di commettere simili crimini”. Ma ai responsabili religiosi spetta anche il compito di “intervenire a livello morale e politico perché si pongano dei limiti alla ricerca tecnologica, a quello cioè che con i nuovi mezzi gli uomini possono fare oggi contro altri uomini”. Un messaggio di cordoglio alle “tante famiglie colpite dalla tragedia degli attentati negli Stati Uniti” è arrivato anche da parte di mons. Amédée Grab, vescovo di Coira (Svizzera) e presidente del Ccee, che invita “tutti gli uomini di buona volontà ad una grande preghiera al Dio eterno per le vittime e per la salvezza della pace nel mondo”. “In quest’occasione – si legge nel messaggio – la storia possa fermarsi e abbandonare le vie distruttive ed inumane dell’odio per intraprendere le nuove strade della pace e della giustizia portate da Cristo sulla terra”.