ATTENTATI USA, INCONTRO DI SARAJEVO: MESSAGGIO DEL CARD. ARINZE, “L’EUROPA DIA L’ESEMPIO”

“Il fatto che vi riunite a Sarajevo è altamente significativo: bisogna cercare di non escludersi, odiarsi e combattersi in nome dell’appartenenza etnica, culturale e religiosa. L’altro non deve essere percepito come una minaccia, ma come una chance. Attraverso ciò che ha di specifico, l’altro ci rivela qualcosa dell’insondabile ricchezza di Dio”. E’ uno stralcio del messaggio che il card. Francis Arinze, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, ha inviato ai circa cento partecipanti all’incontro promosso a Sarajevo dal Ccee e Kek su “Cristiani e musulmani in Europa: responsabilità e impegno religioso in una società pluralistica”. “In un’Europa di antica tradizione cristiana – scrive Arinze – i musulmani sono venuti, e continuano a venire, per lavorare e vivere. Altri musulmani, come nei Balcani, sono presenti già da secoli. Quali rapporti reciproci cristiani e musulmani in Europa vogliono sviluppare? Come conservare l’identità in una Europa pluralista? Quale sarà il contributo che le religioni, soprattutto le tre religioni abramiche, vogliono dare alla promozione dei valori comuni e di una cittadinanza comune? Sono molte le domande da studiare e su cui discutere insieme. Non sono soltanto gli abitanti dell’Europa ad attendere i risultati di questo dibattito, ma in qualche modo, tutti coloro che sono interessati ai rapporti tra comunità religiose diverse, e in particolare i cristiani e i musulmani. L’Europa ha molto da dare. Si attende molto a lei”. “Ma come affrontare queste questioni – ha aggiunto Arize – nella verità e nella carità, senza avere un atteggiamento giusto verso un passato che continua a pesare sul nostro presente e futuro? Non possiamo né dimenticare (e non sarebbe possibile) né restare prigionieri del passato”. Da qui l’invito del cardinale: “Apriamo dunque i nostri cuori al perdono, apriamo la nostra memoria alla purificazione”. “Che l’esempio di un’Europa plurale, accogliente e rispettosa della dignità dell’uomo e dei suoi diritti, possa essere seguito in tutti i paesi dove credenti di diverse religioni vivono insieme”.