“Gli Ogm, organismi geneticamente manipolati, non debbono essere adottati finché non si è sicuri che non portino danni all’uomo, agli altri esseri viventi e all’ambiente, innescando processi poi difficilmente controllabili”: lo ha detto al Sir il teologo mons. Carlo Rocchetta, consigliere ecclesiastico nazionale della Coldiretti, in occasione del XXXII convegno nazionale dei consiglieri della confederazione in corso a Roma sul tema “Ecologia ed etica”. Mons. Rocchetta ha sottolineato che, rispetto all’utilizzo degli Ogm “dovrebbe prevalere il ‘principio di precauzione’ rispetto al principio del ‘danno calcolato, mentre – ha aggiunto – anche in Italia oggi si scontrano queste due visioni, con la presenza di personalità anche autorevoli che dichiarano di accettare il principio del danno calcolato”. Alla Coldiretti aderiscono oltre 900 mila capifamiglia che svolgono attività agricola, spesso insieme ai familiari, in altrettante piccole e medie imprese agricole. La confederazione ha proposto negli ultimi tempi vari progetti ispirati ad una visione “etica” dell’attività agricola: il “Progetto campagna amica”, quello denominato “Semina sicura”, come pure il parallelo progetto “Allevamento sicuro”. “Si tratta – ha spiegato mons. Rocchetta – della scelta di prodotti liberi da Ogm: scelte etiche che la Coldiretti ha fatto in questi ultimi anni che corrispondono a quanto si chiede da parte dell’opinione pubblica: la tutela dell’ambiente e la sicurezza alimentare. Ribadisco che la visione che emerge dai lavori del convegno dei consiglieri ecclesiastici è che, finché non si è sicuri bisogno andare avanti sul principio della ‘massima precauzione’, perché il principio del ‘danno calcolato’ potrebbe tramutarsi in un danno incalcolabile”. Nella mattinata di domani, venerdì 14 settembre, interverrà ai lavori il card. Angelo Sodano, Segretario di Stato, con una relazione sul tema “Ecologia ed etica”.