INCONTRO ISLAMO-CRISTIANO A SARAJEVO: DALLA “GERUSALEMME DELL’EUROPA” UN MESSAGGIO DI SPERANZA AL MONDO (2)

All’apertura ufficiale dell’incontro di Sarajevo è intervenuto anche il card. Vinko Puljc, arcivescovo di una città che per anni è stata definita la “Gerusalemme dell’Europa” e dove oggi il canto del muezzin si confonde con il suono delle campane. “Qui a Sarajevo – ha detto Puljc – viviamo insieme ebrei, musulmani e cristiani. Un passato di guerra ha segnato duramente la nostra storia ed ha lasciato ferite che dobbiamo ancora sanare. La Bosnia-Erzegovina è un’Europa in piccolo. Qual è il messaggio che vogliamo dare? Il nostro è un messaggio di dialogo. Non ci sono alternative al dialogo. Le notizie drammatiche che ci giungono dagli Stati Uniti ci hanno scosso profondamente. Noi conosciamo bene questo dolore ed esprimiamo la nostra vicinanza a chi è stato colpito personalmente”. “Sarà il dialogo – ha concluso Puljc – a dare un’anima a questa Europa che sta nascendo”. E a chiedere un’Europa più tollerante in cui convivono popoli diversi, è stato anche il rappresentante della comunità islamica di Sarajevo Mustafa Ceric. “In Europa – ha detto – i cristiani devono comprendere che i musulmani non sono degli stranieri da temere ma vicini con cui convivere”. “I musulmani – ha aggiunto – devono invece comprendere che l’Europa ha le sue regole di vita e queste regole devono essere rispettate e comprese”. A dare il benvenuto a Sarajevo è stato anche Jakob Finci, presidente della comunità ebraica della città. Riferendosi all’attentato degli Stati Uniti, Finci ha detto: “una tale crimine non può avere il beneplacito di nessuna fede e nessuna religione”. “Ci sono – ha aggiunto il metropolita serbo-ortodosso Nikolaj, presidente del Consiglio interreligioso della Bosnia-Erzegovina – molte cose che ci accomunano. Dio è nostro padre. E se lo crediamo, questo ci à il diritto e l’obbligo di dire anche che tutti gli uomini sono tra loro fratelli e il Padre ci chiede di prenderci cura gli uni degli altri”.